Yume Miru Kusuri

19 Dicembre 2009

Produttore: Ruf
Piattaforma: Windows PC
Genere: EroGame
Prezzo all’uscita: Sconosciuto

Trama: Kouhei Kagami vive con la propria famiglia adottiva e va a scuola regolarmente, il classico bravo ragazzo. Nessuno sembra accorgersi del muro che ha costruito attorno al suo cuore. Tre ragazze, però, cercano di fare breccia nella sua anima.

Potrà sembrare strano, ma è difficile trovare degli EroGe valevoli capaci di oltrepassare il Pacifico e arrivare dal Giappone negli Stati Uniti. Molti capolavori del Sol Levante restano confinati nelle isole nipponice e non hanno mai la possibilità di mostrarsi al grande pubblico. Qualche volta, però, qualcuno fa uno sforzo e un titolo riesce a superare il mare. Ma ne vale la pena?

Grafica: 8/10
I disegni del gioco sono quasi tutti molto belli. Anche se le ambientazioni sono molto tipiche, sono comunque ben disegnate e hanno una buona risoluzione adatta anche agli schermi più grandi. I personaggi sono abbastanza ben fatti, così come le CG. A volte, tuttavia, i disegnatori perdono la mano con risultati inguardabili, anche se questo è abbastanza raro.

Musiche: 6/10
Musiche standard per il genere di gioco. Allegre nei momenti più concitati e serie quando devono esserlo, tuttavia non riescono veramente a farsi notare. Nemmeno la traccia cantata, in genere la più curata, spicca sulle altre fondendosi in un panorama audio un po’ desolante, complici anche i dialoghi recitati in modo abbastanza spiccio.

Giocabilità: 10/10
Anche qui, è un punto e clicca. Più semplice di così, non esiste.

Longevità: 8/10
Visto il genere, la longevità è piuttosto buona. Tre ragazze, dieci/quindici ore di gioco per uno sblocco completo. Una delle tre trame ha un numero abnorme di scelte multiple e non ho avuto il coraggio di andare fino in fondo a tutte, essendo imho la storyline più brutta del gioco. Una durata normale, comunque, niente extra speciali, ma niente sotto la media.

Originalità: 6/10
Nonostante sia un titolo abbastanza standard, alcune cose lo rendono particolarmente interessante. La caratterizzazione delle ragazze, soprattutto, ha alcune sfaccettature tutt’altro che cliche (o almeno, non degli EroGe che conosco io) che rendono interessante la storia e fanno venire il desiderio di vedere come andrà a finire. A parte questo, tutto nella norma.

Globale: 7/10
L’ho già detto e lo ripeto: ci troviamo di fronte ad un titolo che rientra perfettamente negli standard EroGe di medio livello, senza trovate particolarmente geniali ma senza che nessun aspetto sia lasciato al caso. Ben curato ma banale, Yume Miru Kusuri è un titolo che va più che bene per passare il tempo. Due storie su tre, inoltre, sono veramente interessanti da portare a termine. Peccato per la terza, talmente surreale da non fare nemmeno sorridere. In sostanza, niente di eccezionale, ma visto che di capolavori EroGe non se ne vedono spesso… accontentiamoci.

Rapporto qualità/prezzo: Sconosciuto
Si trova in rete, decisamente non vale la pena di pagare per averlo.


Bayonetta (DEMO)

16 Dicembre 2009

Produttore: SEGA
Piattaforma: Xbox360, Playstation 3
Genere: Hack and Slash

Visto il grande hype che la SEGA stessa sta creando attorno a questo titolo, visto che ogni tanto mi capita di provare demo anche di giochi per cui non provo vero interesse e visto soprattutto che a quanto mi dicono la protagonista del gioco è una gnoccolona da paura, ho deciso di scaricare e recensire per il blog la demo di Bayonetta. Ho provato, per ovvi motivi, solamente la versione per Xbox 360.
La storia, a quanto ho capito, dovrebbe essere sull’ultima appartenente ad una stirpe di streghe che si ritrova di punto in bianco coinvolta nella guerra tra angeli e demoni. Niente di particolarmente originale, ma potevano inventarsi anche qualcosa di stupido. Ci sono in mezzo alcuni elementi misteriosi come un potere segreto della protagonista e certi personaggi un po’ intriganti, ma nella demo non vengono sviluppati e nei trailer che ho visto sono praticamente invisibili.
La grafica, anche se non certo il top del top, è abbastanza buona: carini gli effetti di luce, bella la protagonista (è un po’ particolare, però, quindi dipende dai gusti), profonde e dettagliate le ambientazioni e molto vari i mostri che ho incontrato, dai più piccoli ai più mastodontici.

Musiche nella media, tranquille nelle fasi di esplorazioni ed avvincenti in quelle di combattimento. Belli anche gli effetti sonori e le “voci” degli avversari. Un po’ seccante sentire la protagonista dire le stesse due o tre frasi a ripetizione mentre picchia.
I controlli sono abbastanza classici e semplici da imparare: due tasti per pugni e calci (se usati in un certo ordine si possono fare combo molto carine), uno per saltare e uno per usare le pistole. I dorsali vengono usati per schivare, parare e agganciare i nemici. In sostanza il gioco consiste nel muoversi nel mondo con la levetta analogica, uccidere chi ci si para davanti e andare al prossimo schema cercando di totalizzare più punti possibile (alla fine degli scontri vedremo una schermata con i punteggi ottenuti).
Quello che veramente mi perplime (asd) di questo gioco sono alcuni aspetti della realizzazione: innanzitutto, la telecamera durante i combattimenti è molto lontana e non mette in risalto la protagonista. Ci troviamo quindi spesso a premere tasti a caso nella speranza di colpire e non venir colpiti, che negli hack and slash non è esattamente il massimo. Mi lascia perplesso anche quella che io chiamo “modalità per idioti”, anche detta facile o molto facile. In sostanza, a questi due livelli di difficoltà sarà sufficiente (durante gli scontri) premere un unico (!!!) tasto per eseguire ogni attacco possibile e immaginabile.

In conclusione, Bayonetta potrebbe essere un buon titolo per gli amanti del genere, ma è difficile che tutti riescano ad apprezzarlo. La modalità “ad una mano” può servire solo a farsi le seghe sulla protagonista o a sentirsi meno paraplegici… ma in questo caso, perché non cambiare genere di gioco? Io, ad esempio, non lo comprerò: preferisco aspettare un Devil May Cry 5. Avrà pregi e difetti, ma posso giocare anche a difficoltà facile senza sentirmi un coglione.


Varie ed Eventuali

4 Dicembre 2009

Altro post flash per parlare di un anime e di un gioco che ho terminato in questi giorni ma le cui recensioni che ho scritto non mi soddisfano per niente, quindi butto qui due paroline e bon.


Iniziamo con Tokyo Magnitude 8.0, anime che simula un terremoto di magnitudo 8.0 Richter (appunto) con epicentro nella Baia di Tokyo. Nella città distrutta, la piccola Mirai con il fratellino trovano l’aiuto della gentile Mari per tornare a casa. Che dire, bellissimo sotto quasi ogni punto di vista. Sicuramente da vedere, ma con un piccolo sforzo per inograre gli episodi 9/10 che sono semplicemente ridicoli, specie vista la drammaticità e il realismo dei precedenti. Nonostante questo il finale mi ha commosso, e penso che sia veramente un anime da vedere ad ogni costo. 11 episodi, poi, non sono nemmeno tanti. Sottotitolato dai SubZer0.


Machinarium è invece un gioco disponibile per PC/Mac/Linux prodotto da sette sviluppatori cechi (mi pare) sotto il nome di Amanita Design. Una piccola perla grafica, molto carino da giocare, ma sicuramente troppo corto e poco profondo specie rispetto al prezzo. 14,90€ sono pochi, ma se per terminare il gioco ci si mettono tre ore vuol dire che ce la siamo presa comoda. Un piccolo sforzo in più non avrebbe fatto schifo.

Oggi me ne torno a Sassari per il ponte, vacanza a partire da oggi fino a martedì. Quindi non so quanto sarò su MSN! Comunque, ja ne ;D


Professor Layton e lo Scrigno di Pandora

19 Novembre 2009

Produttore: Level-5
Piattaforma: Nintendo DS
Genere: Puzzle
Prezzo all’uscita: 44,98€

Trama: il mentore del professor Layton, dopo una lunga ricerca, viene in possesso di uno scrigno misterioso, che si dice capace di uccidere chiunque lo apra. In visita all’amico, il professor Layton lo trova morto. Deciso a risolvere il mistero dietro lo scrigno, Layton e Luke partono per un viaggio senza meta.

Già una volta i ragazzi della Level-5 avevano sfornato un capolavoro con Il Paese dei Misteri. Sfruttando praticamente appieno le capacità della console Nintendo, il titolo mischiava un gameplay tanto innovativo quanto semplice con divertentissimi e appassionanti puzzle da risolvere per scoprire tutti i misteri della trama. Il secondo capitolo della saga riuscirà a colpire nel segno come aveva fatto il suo predecessore?

Grafica: 9/10
Molto pulita, cartonosa e senza troppe pretese, la grafica de Il Professor Layton e lo Scrigno di Pandora si addice perfettamente al titolo risultando particolarmente perfetta. Nonostante le aree da esplorare non siano moltissime e nonostante, alla fine, il tratto non sia molto dettagliato, il risultato è molto gradevole e ben bilanciato. Bellissimi i filmati in stile cartone animato vecchio stampo, anche se le pochissime volte che vengono usati dei modelli poligonali, si notano e stonano parecchio.

Musiche: 8/10
Anche se non sono niente di particolare, le melodie all’interno del titolo sono una piacevole compagnia durante l’intero arco della storia e durante la risoluzione degli enigmi. Non distolgono l’attenzione dai puzzle ma nemmeno annoiano o risultano irritanti. Il doppiaggio non è spettacolare (nella versione americana, per lo meno, a cui ho giocato io) ma è sicuramente sopra la media di molti altri titoli in circolazione.

Giocabilità: 9/10
Il sistema di gioco, per quanto semplice, è molto intrigante e sfrutta alla perfezione le capacità del Nintendo DS, soprattutto il touch screen. Non mi pare, infatti, di aver mai toccato altro se non il pennino e la levetta d’accensione. Con lo stilo ci muoveremo negli ambienti, li analizzeremo, selezioneremo le voci del menu, parleremo con i personaggi, risolveremo i puzzle… tutto, insomma. Forse l’unica pecca è che non viene praticamente mai utilizzato il microfono, ma di titoli che lo usano veramente (e in maniera efficace) ce ne sono veramente pochi.

Longevità: 10/10
Anche se il titolo non dura più di 15 ore in tutto (per finire la storia trovando quasi tutti i puzzle ci ho impiegato 11 ore), bisogna ricordarsi che è un titolo dedicato ad una console portatile, quindi la sua durata dev’essere giocoforza limitata. Tuttavia, anche una volta terminata la storia, sicuramente avremo voglia di riprendere in mano il titolo per tentare nuovamente qualche puzzle o scoprire qualcosa di nuovo. I minigiochi presenti in questa avventura, poi, sono abbastanza carini e prolungano di almeno un paio d’ore il divertimento.

Originalità: 8/10
Visto da un’ottica molto generale, sicuramente Il Professor Layton e lo Scrigno di Pandora è sostanzialmente un titolo unico nel suo genere. Non è solo una raccolta di enigmi (ce ne sono tante), non è solo un poliziesco appassionante (ce ne sono tanti), ma è un miscuglio tutto particolare tra i due generi che mescola le migliori caratteristiche per sfornare qualcosa di completamente nuovo e affascinante. Rispetto al titolo precedente non c’è praticamente niente di nuovo, nessun miglioramento (ce n’era bisogno?) eccetto i minigiochi che ne Il Paese dei Misteri erano quasi completamente assenti. Anche la trama presenta molte similitudini con quella del predecessore, ma in fondo già il primo capitolo della serie era un capolavoro quasi perfetto.

Globale: 9/10
In sostanza, non si può dire che questo titolo sfiguri rispetto all’attuale parco giochi Nintendo. Senza togliere niente alle caratteristiche vincenti del capitolo precedente, pur senza aggiungere nulla di nuovo i ragazzi della Level-5 sono riusciti a sfornare un prodotto che in un modo o nell’altro sa comunque di nuovo. Appassionante, divertente, immediato e per certi versi profondo, Professor Layton e lo Scrigno di Pandora è assoluutamente uno del migliori titoli in commercio. Certo, Professor Layton non è per tutti, visto che molto indovinelli richiedono più che semplice astuzia per essere risolti, ma il sistema di aiuti semplifica notevolmente anche gli enigmi più difficili. Quelli necessari per terminare il gioco, comunque, sono risolvibilissimi senza alcun aiuto, basta accendere il cervello e pensare. Comunque, anche questo gioco non è esente da difetti e dobbiamo ammetterlo: la trama, soprattutto sul finale, non è il massimo della congruenza e sembra non avere nemmeno molte pretese di verosimiglianza con la realtà. Alcune trovate, che in un primo momento lasciano indifferenti o colpiscono, ad un’analisi più approfondita risultano decisamente fuori luogo e, a volte, in contraddizione con quanto successo in precedenza. Nonostante tutto, visto che nessuna di queste cose viene additata come “impossibile” nelle premesse del gioco, si può comunque chiudere un occhio e usare l’altro per godersi appieno questo bellissimo titolo.

Rapporto qualità/prezzo: Ottimo
Anche se il prezzo può sembrare un po’ alto per un titolo da console portatile, quello che si nasconde nella cassettina di gioco è un capolavoro con una longevità estremamente ampia giocabile e rigiocabile più volte senza noia. Quindi va bene, visto e considerato che molti titoli più noiosi e peggio realizzati possono arrivare a costare anche 30€ in più.